Lettera aperta al Presidente della Repubblica
Onorevole Presidente,
dopo aver ascoltato la sua lezione sulla costituzione che ha voluto impartire ad un cittadino che le ha chiesto di non firmare la legge sul cosiddetto “scudo fiscale”, siamo rimasti molto amareggiati dalla sua risposta, dalla sua scarsa comprensione dell’importante ruolo istituzionale che lei riveste e dalla sua assoluta mancanza di carisma e coraggio.
Se, come lei sostiene, non firmare le leggi è assolutamente inutile, allora come spiega l’articolo 74 della Costituzione? A cosa serve che il Presidente della Repubblica firmi le leggi? Non sarebbe più efficace sostituirla con un timbro? A questo modo si assicurerebbero tempi ancor più veloci per l’approvazioni delle leggi, migliorando i pur ottimi risultati che lei ha conseguito in questi anni.
Se, come lei sostiene, non firmare le leggi non significa niente, il Presidente della Repubblica sarebbe semplicemente un anziano signore che si limita a dire ai cittadini e ai politici “Fate i bravi!” e ad eleggere un pugno di giudici della Corte Costituzionale.
Onorevole Presidente, il valore dell’articolo 74 è il punto cruciale del ruolo che lei ricopre: rifiutando di firmare una legge proposta dalle camere, il Presidente della Repubblica invita il parlamento ad una analisi più attenta ed approfondita della questione che tenta di risolvere, soprattutto quando le soluzioni proposte sono in palese contrasto con la Costituzione ed i valori fondanti della Repubblica Italiana. Rimandare una legge alle camere, insomma, è un atto di altissimo valore simbolico, uno schiaffo in faccia a deputati e senatori, poiché equivale a dire “non avete compiuto bene il vostro dovere”. Il messaggio motivato previsto dall’art. 74, inoltre, permette al Presidente della Repubblica di indicare quali siano i punti controversi che violano la Costituzione ed i principi su cui si basa, spunto fondamentale per una più approfondita discussione di aspetti che, volendo credere nella buona fede, possono essere sfuggiti.
Vorremmo anche rassicurarla di una cosa, onorevole Presidente: gli italiani non sono scemi come può sembrare. Se lei rimanda alle camere una legge che giudica in contrasto con la Costituzione italiana e questa le viene ripresentata tale e quale, tutti sarebbero perfettamente in grado di capire che a quel punto lei non può più nulla, ma le sarebbero anche grati per aver difeso fino in fondo la Costituzione.
Siccome pare che non sia stato recepito il messaggio che tantissimi italiani stanno mandando, ribadiamo ancora una volta il concetto: crediamo che il Presidente della Repubblica debba smettere di essere un attore passivo della vita del paese e debba utilizzare a pieno il suo potere, mantenendo gli equilibri previsti dalla Costituzione, ricordando al Governo che il potere legislativo appartiene al parlamento e rimandando ad approfondita discussione leggi evidentemente incostituzionali. La esortiamo a ricoprire con onore e dedizione il ruolo che è stato chiamato a svolgere, affinché possa rappresentare tutti noi italiani in quanto servitore dello Stato ed unicamente di quest’ultimo. Ad oggi, osserviamo con amarezza che la realtà è ben diversa da quell’ideale che ci portiamo dentro.
Molti cittadini ripongono fiducia o speranza in lei. Noi vorremmo poter tornare ad essere tra questi.
Il Meetup “Amici di Beppe Grillo” di Urbino
Tag: cittadini, Costituzione, lettera, Napolitano, Presidente della Repubblica
Basta subire passivamente.
Ognuno secondo le proprie possibilità dovrebbe fare qualcosa contro lo scempio che stà avvenendo in Italia.
Grazie, Ste
Still waiting for a real PD
Non sono sicuro che la mia adesione sia andata a buon fine, potete comunicarmi l’esito? Grazie.
Roberto Verdenelli (Recanati – MC)- roverap@roverap.191.it