Ci sono piccole verità che abbiamo sotto gli occhi quotidianamente, ma che spesso non abbiamo l’accortezza di osservare e capire fino in fondo. Una di queste verità è che Urbino è una città che vive di piccoli negozi, i quali soffrono della concorrenza dei grandi centri commerciali di Pesaro e Fano. Alla domanda sul cosa si intedesse fare per aiutare i negozianti del centro che sono in difficoltà, i nostri attuali amministratori hanno risposto lodando il nuovo Centro Commerciale di Santa Lucia, dimostrazione che da un lato non hanno poi grande interesse nei problemi dei commercianti locali, dall’altro che non hanno la più pallida idea di come risolvere i problemi – se non ricorrendo alle colate di cemento, si intende. In che modo, poi, creare un centro commerciale alle porte del centro storico possa agevolare il commercio dei negozianti dentro il centro invece di renderlo ancora più difficile è tutto da capire…
Ma, lasciando da parte le mancate risposte da parte dell’amministrazione comunale, cerchiamo di capire perché i negozi del centro stanno perdendo attrattiva e come si può tornare ad essere più competitivi. Ve lo racconto in due piccoli episodi, semplici, che delineano da una parte il commerciante urbinate classico, quello da cui non tornereste mai, dall’altro l’esempio del commerciante urbinate ideale, dal quale tornereste più che volentieri.
Il cattivo commerciante
Un mio parente ha intenzione di acquistare un’automobile nuova: quella vecchia ha ormai i suoi anni e i consumi sono decisamente un peso sui costi mensili. Come ogni persona che deve fare una spesa importante, ha iniziato a cercare in diversi posti per confrontare i prezzi rispetto a quanto viene offerto e, dopo aver individuato l’automobile che più gli aggrada, si è recato nelle diverse concessionarie dove vendono quella marca di automobili. Tra questi, giustamente, vi è anche una concessionaria di Urbino e, come in tutte le altre, chiede informazioni sul modello di suo interesse (userò nomi di fantasia):
- Vorrei informazioni sulla Rider Lynx3 XXL
- La Rider Lynx3?
- No, la Rider Lynx3 XXL!
- Ahhh la Rider Lynx4!!
- No, la Rider Lynx3 XXL. È un modello nuovo appena uscito.
Quante volte vi è capitato di saperne di più del commerciante stesso? Provate ad acquistare un iPod in un qualunque negozio in Urbino (sempre che lo vendano), quanti commercianti sanno davvero di cosa si tratti? E se voi ne sapete molto più del commerciate sulla sua stessa merce, come fate a riporre fiducia in lei/lui e quindi acquistare lì quel prodotto? Soprattutto considerando che generalmente è anche leggermente più costoso di quello che trovate nei centri commerciali sopra citati…
È inutile che io vi dica che in fin dei conti il parente è andato altrove e non acquisterà di certo l’automobile in quel concessionario…
Il buon commerciante
In questi giorni ho iniziato nuoto: uno sport sano che allena tutto il corpo e rende molto più agili. E come tutti gli sport ti permette di conoscere persone nuove, un piacevolissimo effetto collaterale incluso gratuitamente in questo genere di attività. Siccome il mio costume da bagno era decisamente vecchio, probabilmente troppo largo ed irrimediabilmente brutto, sono andato al negozio di sport in Urbino per acquistarne uno nuovo e anche un paio di occhialini, giusto per essere pronti a tutto. Come ogni volta che sono entrato in questo negozio, il proprietario mi tira fuori tutte le opzioni che ha disposizione, illustrandomi differenze di prezzo e di qualità dei diversi costumi, dandomi l’opportunità di provarli e di scegliere il colore. Lo stesso dicasi per gli occhialini e, per quanto riguardava la cuffia, mi ha dato consigli per come gestire l’abbondante chioma – usare una cuffia di stoffa sotto alla cuffia in lattice per raccogliere meglio i capelli. Come se non bastasse mi ha anche dato una cuffia di stoffa in omaggio assieme al costume e agli occhialini, visto che la cuffia di lattice già l’avevo.
Indovinate un po’ dove andrò la prossima volta che avrò bisogno di attrezzatura sportiva?
Il piccolo commerciante contro il centro commerciale
Queste due semplici esperienze racchiudono da un lato il problema della mentalità urbinate, dall’altro la soluzione al conflitto con i grandi centri commerciali. Nel primo caso hai il commerciante che non conosce quello che sta vendendo, quello che deve chiamare il suo collega giù a Pesaro per farsi dire caratteristiche e prezzi di quello che gli ha richiesto il cliente, la tipica persona che vive fuori dal mondo e non si tiene aggiornato sulle ultime novità nel suo campo. Se volevamo il venditore incompetente, potevamo andare in un qualunque centro commerciale gigante con dipendenti senza nessun tipo di formazione e stipendio da fame, avremmo trovato lo stesso tipo di venditore, ma prezzi decisamente inferiori. Il piccolo venditore dell’entroterra ha già diversi svantaggi da compensare: tempi di consegna probabilmente più lunghi, una gamma meno ampia di scelta dovuto a un ridotto spazio espositivo, prezzi più alti a causa di una clientela più ridotta e altri ancora. Se l’unico vantaggio è il risparmio di qualche chilometro di viaggio, si capisce benissimo perché le persone preferiscano fare acquisti a Pesaro o Fano.
Nel caso del secondo venditore, invece, probabilmente avrei potuto risparmiare qualcosa andando in una grande catena per lo sport, ma non avrei mai trovato il genere di servizio che ho ricevuto nel negozietto del centro: difficilmente avrei avuto un commesso a mia completa disposizione che mi mostrasse tutte le opzioni, che mi desse consigli o che mi offrisse la cuffia in regalo sapendo che ne avrò bisogno. Tutti questi servizi hanno un valore aggiunto enorme che va ben oltre il mancato risparmio, specie se ci si ricorda che una spesa ben fatta è un investimento, ma una spesa mal fatta è solo una perdita – basti pensare, ad esempio, che se io avessi comprato un costume troppo grande o troppo piccolo, dovrei tornare a farmelo cambiare o acquistarne un altro!
In generale, le grandi catene di negozi e i centri commerciali puntano sulla quantità, quindi possono offrire prezzi migliori e una più vasta gamma di scelta – generalmente incentrata su prodotti economici. Il piccolo negozio che tenta di competere su questo campo ha vita breve, mentre chi offre un servizio di qualità si crea uno spazio economico ortogonale a quello dei centri commerciali, offrendo qualcosa che altrove i clienti non trovano.
Il centro commerciale ad Urbino
Verrebbe da chiedersi se creare un centro commerciale ad Urbino eviterebbe che le persone vadano a Pesaro o Fano a fare i loro acquisti e si fermino nella nostra città. Il punto del centro commerciale è che ci devono essere le persone che facciano acquisti; i centri commerciali di Pesaro e Fano hanno un bacino di utenza che si aggira attorno alle 100.000 persone e anche più, mentre un centro commerciale ad Urbino avrebbe grosso modo un bacino di 30.000-40.000 persone. Questo significa che non potrebbe comunque puntare sulla quantità perché manca il mercato, finendo per essere un ibrido tra il negozio piccolo ed il grande centro, ovviamente assorbendo i brutti aspetti di entrambe le categorie. E ad ogni modo anche nelle grandi città, come ad esempio Milano, i centri commerciali non durano, vengono inaugurati con tutta la gente presa dalla novità e dopo qualche mese i negozi cominciano a chiudere lasciando un gigantesco monumento di cemento vuoto.
Ritorno al piccolo negozio vicino casa
Ci sono tanti motivi per cui sarebbe bene tornare a fare i propri acquisti nei piccoli negozi sotto casa. A parte il servizio di migliore qualità – vero anche e soprattutto con il cibo! – c’è anche il fatto che acquistando sotto casa si incentiva l’economia locale, invece di dare i propri soldi ad una qualche azienda straniera. Inoltre eviti di farti un viaggio in macchina e la natura ti ringrazia!
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