Lettera aperta al Presidente della Repubblica

7 ottobre 2009 StéphaneB 3 commenti

Onorevole Presidente,

dopo aver ascoltato la sua lezione sulla che ha voluto impartire ad un cittadino che le ha chiesto di non firmare la legge sul cosiddetto “scudo fiscale”, siamo rimasti molto amareggiati dalla sua risposta, dalla sua scarsa comprensione dell’importante ruolo istituzionale che lei riveste e dalla sua assoluta mancanza di carisma e coraggio.

Se, come lei sostiene, non firmare le leggi è assolutamente inutile, allora come spiega l’articolo 74 della ? A cosa serve che il firmi le leggi? Non sarebbe più efficace sostituirla con un timbro? A questo modo si assicurerebbero tempi ancor più veloci per l’approvazioni delle leggi, migliorando i pur ottimi risultati che lei ha conseguito in questi anni.

Se, come lei sostiene, non firmare le leggi non significa niente, il sarebbe semplicemente un anziano signore che si limita a dire ai e ai politici “Fate i bravi!” e ad eleggere un pugno di giudici della Corte Costituzionale.

Onorevole Presidente, il valore dell’articolo 74 è il punto cruciale del ruolo che lei ricopre: rifiutando di firmare una legge proposta dalle camere, il invita il parlamento ad una analisi più attenta ed approfondita della questione che tenta di risolvere, soprattutto quando le soluzioni proposte sono in palese contrasto con la ed i valori fondanti della Repubblica Italiana. Rimandare una legge alle camere, insomma, è un atto di altissimo valore simbolico,  uno schiaffo in faccia a deputati e senatori, poiché equivale a dire “non avete compiuto bene il vostro dovere”. Il messaggio motivato previsto dall’art. 74, inoltre, permette al di indicare quali siano i punti controversi che violano la ed i principi su cui si basa, spunto fondamentale per una più approfondita discussione di aspetti che, volendo credere nella buona fede, possono essere sfuggiti.

Vorremmo anche rassicurarla di una cosa, onorevole Presidente: gli italiani non sono scemi come può sembrare. Se lei rimanda alle camere una legge che giudica in contrasto con la italiana e questa le viene ripresentata tale e quale, tutti sarebbero perfettamente in grado di capire che a quel punto lei non può più nulla, ma le sarebbero anche grati per aver difeso fino in fondo la .

Siccome pare che non sia stato recepito il messaggio che tantissimi italiani stanno mandando, ribadiamo ancora una volta il concetto: crediamo che il debba smettere di essere un attore passivo della vita del paese e debba utilizzare a pieno il suo potere, mantenendo gli equilibri previsti dalla , ricordando al Governo che il potere legislativo appartiene al parlamento e rimandando ad approfondita discussione leggi evidentemente incostituzionali. La esortiamo a ricoprire con onore e dedizione il ruolo che è stato chiamato a svolgere, affinché possa rappresentare tutti noi italiani in quanto servitore dello Stato ed unicamente di quest’ultimo. Ad oggi, osserviamo con amarezza che la realtà è ben diversa da quell’ideale che ci portiamo dentro.

Molti ripongono fiducia o speranza in lei. Noi vorremmo poter tornare ad essere tra questi.

Il Meetup “Amici di Beppe Grillo” di Urbino

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Latte alla spina

30 agosto 2009 StéphaneB Nessun commento
Distributore di latte crudo di Urbino

Distributore di di Urbino

Il periodo vacanziero è giunto ormai al termine, pian piano la vita ritorna alla normalità ed allo stesso modo torniamo noi a scrivere qualche articolo per tenere informati gli urbinati di come sta cambiando il mondo. Come primo articolo dopo le vacanze abbiamo scelto un argomento semplice e leggero, giusto per rendere più dolce il ritorno alla realtà: il .

Da qualche tempo ogni lunedì e giovedì sera sono in piscina a nuotare. Dopo una sana oretta di sport ho sempre voglia di un po’ di latte, perciò prendo la bottiglia della conserva pulita (che ho preventivamente messo in macchina) e mi fermo al distributore di sito all’incrocio tra via Y. Gagarin e Viale Comandino, mi munisco di 60 centesimi e… come sempre trovo qualcuno che si sta rifornendo di latte! Ma c’è qualcosa di strano, qualcosa di diverso… Queste persone hanno uno strano sorriso, il sorriso di chi sa di farsi del bene, di chi sa di incentivare un lavoratore locale, invece di uno sfruttatore internazionale, il sorriso di chi è felice di vedere che anche altre persone partecipano a questa piccola rivoluzione.

Questo mi mette di buon umore, prendo il mio latte, lo bevo subito. È buonissimo!

Le rivoluzioni del domani passano tutte tramite la lista della spesa: scegliendo i prodotti che compri decidi che futuro vuoi. Lavoratori sfruttati nel terzo mondo o lavoratori facenti parte della tua comunità che fanno il loro mestiere con amore e dedizione?
Per scoprire dove sono presenti distributori di in tutta Italia: http://www.milkmaps.com/

Aggiornamento: Da alcuni giorni è comparso un quaderno dove appuntare le proprie impressioni e covincere l’azienda ad andare avanti con questa lodevole iniziativa. Siccome ci teniamo ad avere il nostro bicchiere di , mandate una mail di solidarietà a info@lattemontefeltro.com

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5 luglio 2009 StéphaneB Nessun commento

Sessantasei sono gli anni che servono a dimenticare una delle pagine più brutte della nostra storia. Ci siamo dimenticati tutto, ci siamo dimenticati perché e a che prezzo avevamo capito che il era una cattiva idea, ci siamo dimenticati quanto ci è costato il , ci siamo dimenticati che faccia abbia il e non sappiamo più riconoscerlo quando ce lo abbiamo di fronte, ci siamo dimenticati che sapore abbia la libertà, probabilmente troppo indaffarati ad ignorarla quotidianamente. Ed il destino di chi dimentica è di ripetere i propri errori, con la speranza eterna che sia l’ultima volta.

Ma che vuol dire ?

La storia dimenticata

Fascisti non sono coloro che vestono con una camicia nera, ammazzano gli ebrei in campi di concentramento e non vedono l’ora di andare in guerra per dimostrare la supremazia Italiana. Purtroppo sono questi i punti salienti che ci si ricorda, nonostante siano più propriamente frutto dell’influenza nazista – basti ricordarsi che Mussolini disprezzava le ideologie razziste, prima di piegarsi al volere di Hitler. Ricordandoci solo questi aspetti non possiamo riconoscere l’essenza del : il promuove posizioni forti e irremovibili, usa mezzi moralmente discutibili per arrivare ai propri scopi e ad ottenere posizioni dominanti (ad es. le spedizioni punitive alle sedi di partiti avversi), si avvale di squadre di persone per “controllare” che vada tutto “bene”, si serve di grandi parate per offrire grande spettacolo alla gente e dare una apparenza di forza, grandezza e determinazione, e tanto altro ancora. Sono questi i segni da cercare per riconoscere il e gli orrori che porta con sé.

Italia oggi

Osserviamo l’Italia odierna cercando di rimanere distaccati dalle singole questioni per avere una panoramica d’insieme: abbiamo un governo che promuove la linea dura, che tramite un largo controllo su televisioni e stampa di dubbia legalità esercita una indubbia influenza sul processo democratico, ha appena legalizzato squadre ronde di ex-combattenti ex-appartenenti alle forze dell’ordine, intrattiene gli italiani con frivolezze. Non solo: si sta fortemente limitando la libertà di stampa, passo che in passato ha coinciso con l’instaurazione del regime. Per quanto ci siano differenze sostanziali, il quadro generale non è affatto rassicurante.

Viva il Duce Cavaliere!

Qualcuno si chiederà se non sia allarmismo fare questo genere di confronti, che dopotutto non è che il dissenso venga represso con la forza, non ci sono squadristi “autorizzati“, non ci sono gruppi paramilitari fedelissimi al padrone, non ci sono esponenti politici apertamente fascisti, nessuno fa discorsi apertamente razzisti e viene acclamato dal pubblico, non c’è mica l’esercito per le strade, nessuno viene fucilato e nessuno indossa camicie nere: infatti ora son verdi! E per le fucilazioni abbiamo risolto con il nostro amico Gheddafi, noi rimandiamo indietro i barconi, poi cosa ne faccia lui non è affar nostro, giusto? Non possiamo mica prenderci cura di tutti gli Ebrei che capitano! Ehm volevo dire extracomunitari…

!

Se ancora non sono stato convincente sulla serietà del problema, vi invito ad una piccola, semplice riflessione: quale è il segnale che indica la fine della democrazia e l’inizio del regime? Vi aspettate di leggerlo sul giornale? O che qualcuno ve lo venga a dire? In questo caso ve lo dico…

È il fatto che si tengano delle elezioni che vi fa dormire tranquilli? Anche Saddam Hussein teneva delle elezioni, così come Mussolini.

È il fatto ci siano tre partiti di opposizione? Due di questi hanno sostanzialmente lo stesso programma della maggioranza, lasciandone di fatto uno solo a opporsi… Il giorno in cui dovessero far sparire Di Pietro, ricordatevi Matteotti.

È la nostra formalmente intatta che vi tranquillizza? Anche Mussolini mantenne lo statuto Albertino, svuotando progressivamente le istituzioni del loro significato grazie, anche, all’incapacità della prima carica dello stato di difendere i principi democratici dello stato.

Qual è il momento di attivarsi per difendere quello per cui molti dei nostri nonni e bisnonni hanno dato la vita? Bisogna per forza aspettare che sia troppo tardi?

Quanti morti serviranno questa volta per capire?

Post Scriptum

Come si combattono questi fascisti moderni? La loro arma più forte è l’ignoranza e il disinteresse. Bisogna, quindi, recuperare l’interesse civico che così abilmente ci hanno fatto passare e bisogna informarsi ed informare, perché solo una persona informata può scegliere democraticamente.

Perché nessuno potrà venirci a dire che la battaglia del grano crisi economica è stata vinta e farcela bere.

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