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Posts Tagged ‘economia locale’

“Filiera corta” ad Urbino

17 novembre 2009 StéphaneB Nessun commento

Segnaliamo una lodevole iniziativa del Comune di : il mercato dedicato alla .

Dal 19 Novembre ogni giovedì si terrà un mercato in prossimità di Via Gagarin, nei pressi dello stadio, dove si tiene il mercato comunale del martedì. In questo mercato saranno presenti prodotti di stagione provenienti da agricoltori locali: salumi, formaggi, vino, verdure e frutta coltivati nei nostri territori, quindi più sani, più freschi, più economici e più ecologici: la rimozione degli intermediari, infatti, permette sia di risparmiare sulla catena di fornitori, sia di evitare di trasportare merce da lontano con mezzi inquinanti. Se ti porti il sacco della spesa da casa, eviti anche di usare sacchetti di plastica che vanno poi gettati!

Acquistando prodotti di stagione fai del bene a te stesso e all’ambiente. Il mondo si cambia con le piccole cose, appuntamento a giovedì!

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Latte alla spina

30 agosto 2009 StéphaneB Nessun commento
Distributore di latte crudo di Urbino

Distributore di di

Il periodo vacanziero è giunto ormai al termine, pian piano la vita ritorna alla normalità ed allo stesso modo torniamo noi a scrivere qualche articolo per tenere informati gli urbinati di come sta cambiando il mondo. Come primo articolo dopo le vacanze abbiamo scelto un argomento semplice e leggero, giusto per rendere più dolce il ritorno alla realtà: il .

Da qualche tempo ogni lunedì e giovedì sera sono in piscina a nuotare. Dopo una sana oretta di sport ho sempre voglia di un po’ di latte, perciò prendo la bottiglia della conserva pulita (che ho preventivamente messo in macchina) e mi fermo al distributore di sito all’incrocio tra via Y. Gagarin e Viale Comandino, mi munisco di 60 centesimi e… come sempre trovo qualcuno che si sta rifornendo di latte! Ma c’è qualcosa di strano, qualcosa di diverso… Queste persone hanno uno strano sorriso, il sorriso di chi sa di farsi del bene, di chi sa di incentivare un lavoratore locale, invece di uno sfruttatore internazionale, il sorriso di chi è felice di vedere che anche altre persone partecipano a questa piccola rivoluzione.

Questo mi mette di buon umore, prendo il mio latte, lo bevo subito. È buonissimo!

Le rivoluzioni del domani passano tutte tramite la lista della spesa: scegliendo i prodotti che compri decidi che futuro vuoi. Lavoratori sfruttati nel terzo mondo o lavoratori facenti parte della tua comunità che fanno il loro mestiere con amore e dedizione?
Per scoprire dove sono presenti distributori di in tutta Italia: http://www.milkmaps.com/

Aggiornamento: Da alcuni giorni è comparso un quaderno dove appuntare le proprie impressioni e covincere l’azienda ad andare avanti con questa lodevole iniziativa. Siccome ci teniamo ad avere il nostro bicchiere di , mandate una mail di solidarietà a info@lattemontefeltro.com

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Il negoziante urbinate: due storie vere

13 giugno 2009 StéphaneB Nessun commento

Ci sono piccole verità che abbiamo sotto gli occhi quotidianamente, ma che spesso non abbiamo l’accortezza di osservare e capire fino in fondo. Una di queste verità è che è una città che vive di piccoli negozi, i quali soffrono della concorrenza dei grandi centri commerciali di e .  Alla domanda sul cosa si intedesse fare per aiutare i negozianti del centro che sono in difficoltà, i nostri attuali amministratori hanno risposto lodando il nuovo Centro Commerciale di Santa Lucia, dimostrazione che da un lato non hanno poi grande interesse nei problemi dei commercianti locali, dall’altro che non hanno la più pallida idea di come risolvere i problemi – se non ricorrendo alle colate di cemento, si intende. In che modo, poi, creare un centro commerciale alle porte del centro storico possa agevolare il commercio dei negozianti dentro il centro invece di renderlo ancora più difficile è tutto da capire…

Ma, lasciando da parte le mancate risposte da parte dell’ comunale, cerchiamo di capire perché i negozi del centro stanno perdendo attrattiva e come si può tornare ad essere più competitivi. Ve lo racconto in due piccoli episodi, semplici, che delineano da una parte il commerciante urbinate classico, quello da cui non tornereste mai, dall’altro l’esempio del commerciante urbinate ideale, dal quale tornereste più che volentieri.

Il cattivo commerciante

Un mio parente ha intenzione di acquistare un’automobile nuova: quella vecchia ha ormai i suoi anni e i consumi sono decisamente un peso sui costi mensili. Come ogni persona che deve fare una spesa importante, ha iniziato a cercare in diversi posti per confrontare i prezzi rispetto a quanto viene offerto e, dopo aver individuato l’automobile che più gli aggrada, si è recato nelle diverse concessionarie dove vendono quella marca di automobili. Tra questi, giustamente, vi è anche una concessionaria di e, come in tutte le altre, chiede informazioni sul modello di suo interesse (userò nomi di fantasia):

- Vorrei informazioni sulla Rider Lynx3 XXL
- La Rider Lynx3?
- No, la Rider Lynx3 XXL!
- Ahhh la Rider Lynx4!!
- No, la Rider Lynx3 XXL. È un modello nuovo appena uscito.

Quante volte vi è capitato di saperne di più del commerciante stesso? Provate ad acquistare un iPod in un qualunque negozio in (sempre che lo vendano), quanti commercianti sanno davvero di cosa si tratti? E se voi ne sapete molto più del commerciate sulla sua stessa merce, come fate a riporre fiducia in lei/lui e quindi acquistare lì quel prodotto? Soprattutto considerando che generalmente è anche leggermente più costoso di quello che trovate nei centri commerciali sopra citati…

È inutile che io vi dica che in fin dei conti il parente è andato altrove e non acquisterà di certo l’automobile in quel concessionario…

Il buon commerciante

In questi giorni ho iniziato nuoto: uno sport sano che allena tutto il corpo e rende molto più agili. E come tutti gli sport ti permette di conoscere persone nuove, un piacevolissimo effetto collaterale incluso gratuitamente in questo genere di attività. Siccome il mio costume da bagno era decisamente vecchio, probabilmente troppo largo ed irrimediabilmente brutto, sono andato al negozio di sport in per acquistarne uno nuovo e anche un paio di occhialini, giusto per essere pronti a tutto. Come ogni volta che sono entrato in questo negozio, il proprietario mi tira fuori tutte le opzioni che ha disposizione, illustrandomi differenze di prezzo e di qualità dei diversi costumi, dandomi l’opportunità di provarli e di scegliere il colore. Lo stesso dicasi per gli occhialini e, per quanto riguardava la cuffia, mi ha dato consigli per come gestire l’abbondante chioma – usare una cuffia di stoffa sotto alla cuffia in lattice per raccogliere meglio i capelli. Come se non bastasse mi ha anche dato una cuffia di stoffa in omaggio assieme al costume e agli occhialini, visto che la cuffia di lattice già l’avevo.

Indovinate un po’ dove andrò la prossima volta che avrò bisogno di attrezzatura sportiva?

Il piccolo commerciante contro il centro commerciale

Queste due semplici esperienze racchiudono da un lato il problema della mentalità urbinate, dall’altro la soluzione al conflitto con i grandi centri commerciali. Nel primo caso hai il commerciante che non conosce quello che sta vendendo, quello che deve chiamare il suo collega giù a per farsi dire caratteristiche e prezzi di quello che gli ha richiesto il cliente, la tipica persona che vive fuori dal mondo e non si tiene aggiornato sulle ultime novità nel suo campo. Se volevamo il venditore incompetente, potevamo andare in un qualunque centro commerciale gigante con dipendenti senza nessun tipo di formazione e stipendio da fame, avremmo trovato lo stesso tipo di venditore, ma prezzi decisamente inferiori. Il piccolo venditore dell’entroterra ha già diversi svantaggi da compensare: tempi di consegna probabilmente più lunghi, una gamma meno ampia di scelta dovuto a un ridotto spazio espositivo, prezzi più alti a causa di una clientela più ridotta e altri ancora. Se l’unico vantaggio è il risparmio di qualche chilometro di viaggio, si capisce benissimo perché le persone preferiscano fare acquisti a o .

Nel caso del secondo venditore, invece, probabilmente avrei potuto risparmiare qualcosa andando in una grande catena per lo sport, ma non avrei mai trovato il genere di servizio che ho ricevuto nel negozietto del centro: difficilmente avrei avuto un commesso a mia completa disposizione che mi mostrasse tutte le opzioni, che mi desse consigli o che mi offrisse la cuffia in regalo sapendo che ne avrò bisogno. Tutti questi servizi hanno un valore aggiunto enorme che va ben oltre il mancato risparmio, specie se ci si ricorda che una spesa ben fatta è un investimento, ma una spesa mal fatta è solo una perdita – basti pensare, ad esempio, che se io avessi comprato un costume troppo grande o troppo piccolo, dovrei tornare a farmelo cambiare o acquistarne un altro!

In generale, le grandi catene di negozi e i centri commerciali puntano sulla quantità, quindi possono offrire prezzi migliori e una più vasta gamma di scelta – generalmente incentrata su prodotti economici. Il piccolo negozio che tenta di competere su questo campo ha vita breve, mentre chi offre un servizio di qualità si crea uno spazio economico ortogonale a quello dei centri commerciali, offrendo qualcosa che altrove i clienti non trovano.

Il centro commerciale ad

Verrebbe da chiedersi se creare un centro commerciale ad eviterebbe che le persone vadano a o a fare i loro acquisti e si fermino nella nostra città. Il punto del centro commerciale è che ci devono essere le persone che facciano acquisti; i centri commerciali di e hanno un bacino di utenza che si aggira attorno alle 100.000 persone e anche più, mentre un centro commerciale ad avrebbe grosso modo un bacino di 30.000-40.000 persone. Questo significa che non potrebbe comunque puntare sulla quantità perché manca il mercato, finendo per essere un ibrido tra il negozio piccolo ed il grande centro, ovviamente assorbendo i brutti aspetti di entrambe le categorie. E ad ogni modo anche nelle grandi città, come ad esempio Milano, i centri commerciali non durano, vengono inaugurati con tutta la gente presa dalla novità e dopo qualche mese i negozi cominciano a chiudere lasciando un gigantesco monumento di cemento vuoto.

Ritorno al piccolo negozio vicino casa

Ci sono tanti motivi per cui sarebbe bene tornare a fare i propri acquisti nei piccoli negozi sotto casa. A parte il servizio di migliore qualità – vero anche e soprattutto con il cibo! – c’è anche il fatto che acquistando sotto casa si incentiva l’, invece di dare i propri soldi ad una qualche azienda straniera. Inoltre eviti di farti un viaggio in macchina e la natura ti ringrazia!

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